Bimbi in Outdoor: 4 buone ragioni

Ci ho pensato qualche giorno fa… sentendo una mamma dire al proprio bambino: “Non correre che sudi, cadi e ti sporchi”.
In quel momento mi son chiesto: “C’è qualcosa di più entusiasmante per un bambino che correre e sporcarsi con la terra, l’erba o la sabbia?”

No. La risposta è che il contatto diretto con la natura è una delle sensazioni più gratificanti che un bambino possa sperimentare,
soprattutto in compagnia dei propri genitori. E privarli di questo significa privarli di un aspetto importante della vita. Direi fondamentale.
Il pensiero che un bambino possa crescere con l’idea che “Fuori” sia sporco e dannoso è preoccupante… e lo è per come questo bambino-uomo tratterà l’ambiente intorno a sé dopo esser cresciuto con questo falso mito.

Ma per quanto sembri ovvio che fare delle esperienze in un contesto naturale sia qualcosa di vantaggioso per la vita di un bambino, bisogna riconoscere che non è così per tutti: timori e pregiudizi, come correre su un prato = sporcarsi e farsi male, sono più diffusi di quanto crediamo.
Per esempio, quante volte mi è capitato di sentirmi dire: “Piacerebbe anche a noi andare Fuori ma come facciamo con i bambini?”.
La risposta è facile, unidirezionale e chiara: Portali con te!

Perché i bambini devono aspettare 7, 8 o 9 anni per poter vivere esperienze Fuori?
Perchè non prima?

E allora ecco 4 buoni motivi per sperimentare un’avventura nella natura con i propri figli.

Bambini più sani, consapevoli e… in allenamento!
L’abitudine a una vita attiva all’aperto è una specie di assicurazione sulla salute fisica e mentale.
Le piccole e grandi avventure a contatto con la natura insegnano a superare le difficoltà, a comprendere i propri limiti e le proprie abilità,
a diventare persone consapevoli di se stesse. Lascia che tuo figlio provi a salire su un albero; non ci riusciurà subito e allora quella
sarà l’occasione per ritornare una seconda volta su quell’albero per provarci di nuovo fino a riuscirci.
Lascia che si sperimenti nel passare sopra o sotto un ramo incontrato lungo un sentiero… questo svilupperà le sue capacità di problem solving e quelle motorie.
In sintesi queste esperienze diventano una iscrizione annuale gratuita in una palestra chiamata Natura.

Adulti più rispettosi del pianeta
I bambini di oggi sono gli adulti di domani e spetterà a loro preservare la Terra. Conoscere la natura fin da bambini gli permetterà di amarla e considerarla un valore assoluto. Dormire sotto un cielo stellato, correre sotto una pioggierella, immergersi nell’acqua trasparente di un fiume, passeggiare su un sentiero, raccogliere sassi, annusare un fiore, giocare con le secche foglie d’autunno… sono esperienze che non si dimenticano più e creano un legame indissolubile con la natura (e con noi genitori). Queste pratiche rappresentano un buon modo per far si che i bambini possano considerare la Natura come la propria casa e diventarne così custodi consapevoli.

Tante occasioni per imparare
Lascia che tuo figlio si fermi a gurdare come camminano le formiche e lasciagli scoprire dove vanno e cosa fanno. La semplice osservazione varrà più di mille spiegazioni. Insegnagli ad ascoltare quanto rumore c’è in un bosco e quanto il suono della nostra voce spesso rischia di coprire un concerto di cinguettii, crepitii di foglie, gorgheggi di acqua e scalpitare di zoccoli.
Le impronte degli animali, le mutazioni del meteo, i venti, le stelle, le foglie e le piante: quante cose si possono imparare durante un’avventura in natura?
E quante cose possiamo insegnare ai nostri figli, rafforzando il nostro legame con loro? Ognuno di noi ha ricordi ancora vivi nella propria mente di quando da piccoli
si passavano le vacanze in campagna con i nonni, o le gite della colonia o ancora al mare con gli zii. Non facciamo che queste pratiche rimangano solo dei bei ricordi per noi stessi ma facciamo si che diventino i futuri ricordi dei nostri figli.

Autoregolazione, il riconoscimento del limite
Arrampicarsi, correre, camminare in montagna, dormire all’aperto, sedersi sulla sponda di un fiumiciattolo: non ci sono attività outdoor precluse ai bambini.
Ci sono semplicemente piccole attenzioni da avere. E’ innegabile che ci siano rischi nelle piccole e grandi avventure, come d’altronde in qualsiasi altro contesto!
Ma, uno stato di attenzione e allo stesso tempo di tranquillità e fiducia nelle potenzialità del bambino, lo porterà a saper gestire le varie situazioni di rischio che incontrerà, consapevole che lì accanto a lui ci sarà la rassicurante presenza di un adulto.

E, certamente, non si riesce ad esaurire l’argomneto in queste poche righe! …ma già soltanto leggendo questi quattro punti non vi pare di avere abbastanza ragioni per portre i bimbi in Natura?

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